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Correva l'anno...
"Oh oh, mi è sembrato di vedere un gatto..."
Su una questione che conosco abbastanza bene, Vittorio Zambardino ha recentemente espresso queste riflessioni (che sintetizzo):
"La fragilità dei giornali: la perdita di valore dell’informazione. La crisi viene da lontano e le difficoltà hanno diverse cause. Ma il processo cardine comincia con la diffusione di internet. Sulla rete si sono affermati più soggetti che aggregano e ridistribuiscono informazione di diverse tipologie senza chiedere in cambio alcun pagamento.
…
In sintesi: i giornali smettano di spendere per rotative, carta, camion per distribuirli, e perfino in tecnologia per i loro siti internet, e concentrino i loro investimenti sulla bontà del giornalismo, nel “valore” che danno al lettore. Pensino solo alla notizia. Migliore giornalismo avranno, più saranno ben disposti i lettori."
Credo corresse l'anno 1998, forse eravamo alla fine, forse era l'inizio del 1999: non importa.
Credo, invece, sia più divertente ricordare che allora declinavo al futuro. Bei tempi.
Magari oggi a qualcuno fischiano le orecchie, vero Direttore?
GTT, ovvero...
.. dove si parlerà di Mercedes Bresso, Antonio Saitta e Giancarlo Giuati in rappresentanza di Sergio Chiamparino. Tanto per cambiare.
stay tuned
Festa a sorpresa
La prima volta abbiamo posto l'accento sull'importanza del sapere guardare avanti, poi abbiamo sottolineato la nostra attitudine all'assenza di retorica ma intanto, ultimamente, eravamo in tanti a domandarci cosa saresti diventato. Talmente tanti che, alla fine, ci siamo convinti a lasciare sulla Rete una traccia tangibile di quello che sei stato.
Ancora una volta, buon non-compleanno, NetManager.it.
Scuola di giornalismo
"Io in mezzo al sangue" è una delle prime cose che devi mandare a memoria, se vuoi fare il mestiere del giornalista; la (ri)scoperta di questo fondamentale la devo a Luca Rastello, che è uno che raccoglie molto meno di quello che meriterebbe. Quando l'anno scorso venni a conoscenza della notizia, ricordo che stavo viaggiando in una città ancora semi addormentata e praticamente ignara di quanto accaduto grosso modo all'ora in cui stasera sto scrivendo questo pezzo.
Ignara come lo era stata il giorno del corteo degli operai della ThyssenKrupp impegnati a difendere il proprio posto di lavoro, come lo è ancora oggi delle condizioni di vita nei grandi stabilimenti, nei cantieri e in tutti quei luoghi di lavoro a rischio, dove spesso ci si reca per cercare il sostentamento per la vita e, invece, si trova la morte. E poi lo stupore delle autorità cittadine, che notoriamente provengono dalle lune di Saturno, il teatrino disgustoso dei rappresentanti sindacali, quel certo basso sciacallaggio mediatico proprio di chi deve "fare" la notizia, iniziative e commemorazioni. Tralasciando la responsabilità dei dirigenti e dei preposti della TK per i quali sarà la magistratura a esprimere il giudizio, credo che magari lasciando intatto il lavoro di Calopresti si sarebbe potuto contribuire a sviluppare almeno una riflessione. Forse.
Magari in silenzio.
In & out
Quello di sabato sera da Fazio doveva essere il gemello moscio di Gramella, quello decisamente out.
Perché, al contrario, gli editoriali che ci ha regalato negli ultimi giorni sono davvero roba in.
Magari lunedì mattina al risveglio Massimo Gramellini è stato colto da un rigurgito di coscienza, altrimenti non si spiegherebbe come gli riescano tanto bene certi editoriali. Per fortuna.
Lost in translation
(La Stampa - 2 dicembre)
Mi rivolgo ai lettori che hanno una conoscenza discreta dell’inglese. Sto cercando di spiegare ad alcuni colleghi di Londra e New York che Berlusconi non ha aumentato le tasse di Sky, ma semmai era stato il governo del compagno Dini, nel 1995, ad abbassarle oltre ogni decenza. E questo perché la tv di Rupert Murdoch, per citare il mio amato premier, «è amica della sinistra». Ma loro non mi capiscono e si mettono a ridere. Dicono che in tutto il mondo i giornali e le tv di Murdoch hanno sempre sostenuto la destra e che lui, Murdoch, è talmente di destra che quando va in auto la corsia di destra gli sembra troppo di sinistra e si sposta direttamente su quella d’emergenza.
Come se non bastasse, sto anche tentando di comunicare ad alcuni colleghi di Berlino che il governo italiano ha complicato fino a strozzarle - e con effetto retroattivo - le procedure che consentivano ai proprietari di casa di detrarre dal fisco la metà delle spese sostenute per doppi vetri e pannelli solari. Purtroppo il livello del mio tedesco è modesto, persino più dell’inglese, e non mi capiscono. O se mi capiscono, non mi credono. Dicono: ma come, da Obama alla Merkel, tutti urlano che la via maestra per uscire dalla crisi saranno gli investimenti ambientali e proprio voi, che avete più sole di chiunque altro in Occidente, boicottate l’energia solare? E giù a ridere come matti. Vi prego, aiutatemi. Vorrei spiegare ai colleghi di Londra, New York e Berlino che le energie pulite vanno tassate perché sono di sinistra, in quanto amiche di Murdoch. Ma mi mancano le parole.
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