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gennaio 30 2008

Curve pericolose

Post velocissimo, perché in questi giorni siamo impegnati con altre questioni ma non intendiamo dimenticare l'universo Tomito.
Per una volta, la fabbrica del cioccolato di Via Marenco non c'entra nulla, ma leggere un articolo come questo e osservare la totale inaccessibilità del binario 3* (per intenderci, quello delle partenze) della stazione di Porta Susa porta a considerare che l'assessorato competente della Città di Torino dovrebbe essere un po' più attento a quanto va affermando...
Se poi, in tema di sosta sugli angoli delle vie - un'attività sempre e comunque deprecabile - si considera che alcuni angoli sono stati tinteggiati di un bel blu (come ad esempio in Corso Galileo Ferraris all'angolo con Via Manfredo Fanti), allora è levito domandarsi quale sia il criterio che stabilisce la liceità o meno della sosta in curva.

A meno che uno non voglia pensare che si sia trattato di una carnevalata.

* P.S. Se poi qualche anima gentile di Trenitalia si adoperasse anche per installare un tabellone dei transiti (con segnalazione dei relativi ritardi) all'altezza del suddetto binario, si potrebbe evitare ai clienti di attraversare tutto il sottopasso alla ricerca di informazioni spesso utili...

Postato da: matra a 22:16 | link | commenti

gennaio 27 2008

Aria pulita

C'è qualcosa che non funziona nel sistema turistico proposto da parte della Regione Piemonte; l'effetto Olimpiadi è già più soltanto un ricordo e sembra che soltanto la città di Torino abbia tratto effettivamente vantaggio da quella imbattibile promozione.
La notizia passata oggi dalla TGR del Piemonte sembra confermare questa cattiva sensazione: una delle principali attrazioni turistiche del lago d'Orta, la navigazione effettuata tramite i battelli Azalea, Ortensia e Camelia, verrà sospesa a causa del mancato contributo da parte della Regione Piemonte, che probabilmente ignora che, oltre a quello turistico, il servizio assolve anche a una funzione di servizio pubblico per il trasporto degli abitanti di quel piccolo paradiso.

La navigazione pubblica sul lago d'Orta è stata varata circa 25 anni fa, nel 1984, quando il Piemonte aveva ancora una pelle prevalentemente industriale e la parola 'turismo' era nota solo a quanti non volevano farsi scippare una holding del settore - guidata da nomi storici come Going, ComiTours, Francorosso - che offriva migliaia di posti di lavoro sul territorio (mi sembra anche di ricordare che gli uffici della holding fossero ubicati in uno spettrale Lingotto appena ristrutturato). Erano gli anni in cui i dehors non infestavano le nostre piazze più belle, per mangiare ci si sedeva al tavolo di un ristorante e non a quello di un bar travestito, l'Egizio ignorava Ferretti e aveva orari più adatti ad un'anagrafe che a un museo, i turisti di Torino erano delegazioni che arrivano dalla Polonia o dalla Russia e facevano incetta di acquisti alla Standa di Corso Vittorio Emanuele o di Piazza Carducci.

Oggi il Piemonte, nel campo turistico, ha effettivamente una notorietà migliore rispetto a quegli anni, i soldi delle Olimpiadi hanno effettivamente contribuito a migliorare la situazioni delle stazioni invernali minori, paradiso dello sciatore più attratto dalle pendenze che dalle tendenze, sono serviti a realizzare alcune strutture viarie da terzo mondo (senza tuttavia completarle tutte) che hanno permesso di migliorare la qualità della vita di quei paesi che un tempo, la domenica sera, diventavano camere a gas a causa dell’imbuto provocato dalle statali che li attraversavano e tanto altro, incluso gli appetititi famelici di alcuni amministratori che meriterebbero l’immediata rimozione. Penso, ad esempio, a quelli che vorrebbero stravolgere il paesaggio unico al mondo di Alagna Valsesia, nota in tutto il mondo per le sue caratteristiche abitazioni Walser e minacciata dalla costruzione di anonimi palazzoni più legati all’immagine di alcune (brutte) periferie che a quelle di un paesaggio alpino.

Sono cresciuto nella più antica stazione sciistica della via Lattea, Salice d’Ulzio, e non ho mai potuto digerire l’impatto del condominio Olimpia in Piazza Terzo Reggimento Alpini, undici piani che stonerebbero anche di fronte agli stabilimenti della Fiat a Mirafiori. Se la montagna non può essere, evidentemente, solo la replica della baita disegnata da Mollino, non può essere nemmeno quello scempio di cemento che molti speculatori vogliono imporre: andate in Alto Adige oppure nel Cadore a vedere come grandi complessi e natura sono stati armonizzati creando un paesaggio godibile unitamente a un’offerta di servizi eccellente. Non serve molto, basta una settimana bianca. Anche in bassa stagione, al medesimo livello della caratura di alcuni mediocri amministratori locali.

Postato da: matra a 22:48 | link | commenti

gennaio 23 2008

Ecoballe

Vent'anni fa, l'introduzione della prima ZTL (zona a traffico limitato) veniva giustificata con la necessità di migliorare la qualità dell'aria respirata dai cittadini di Torino. Per rendere migliore il concetto, la Giunta decise anche di introdurre, contemporaneamente, un sistema di sosta di superficie a pagamento (le strisce blu, per farla breve) giustificando l'adozione del provvedimento attraverso la necessità di rendere più elevata la probabilità di trovare un parcheggio per il proprio veicolo. Ricordo che conservai tutti gli scontrini delle mie soste in centro e, in un anno, l'accesso al centro cittadino mi costò, complessivamente, la non indifferente cifra di 150.000 lire, oltre 13.000 lire al mese (agosto, allora, prevedeva 3 settimane di pausa) precedentemente destinate ad altri consumi. Torino diventava così l'unico caso europeo di città dove la sosta a pagamento risultava continuativa (senza l'interruzione per l'intervallo pranzo, in sostanza) e senza alternative (all'epoca, la normativa prevedeva che l'introduzione di aree regolamentate da sosta a pagamento fossero integrata da quelle di sosta temporanea gratuita, variabile da 15 a 60 minuti).
Rari parcheggi sotterranei e nemmeno l'ombra di linee sotterranee di trasporto pubblico, nonostante la presenza di un sistema di binari protetti da trincerone ne avrebbe potuto agevolmente consentire la realizzazione.

Qualche anno dopo, la necessità di migliorare la qualità dell'aria respirata dai cittadini di Torino portò all'introduzione del "bollino blu" una tassa ecologica che certificava la regolamentazione della capacità inquinante del proprio veicolo. I più fortunati dovevano sottoporsi a un doppio controllo annuo, mentre l'ampliamento della zona dove veniva richiesto il pagamento per la sosta in superficie colpiva invece, indiscriminatamente, tutti. Invariata la situazione parcheggi sotterranei e linee sotterranee di trasporto pubblico.

Essendo risultata vincitrice della gara che assegnava alla città l'edizione della XXa edizione delle Olimpiadi invernali, la nostra amata città venne invasa da una pioggia di denaro da destinare, finalmente, alla realizzazione di parcheggi sotterranei e una linea sotterranea di trasporto pubblico. Monca. La pioggia di denaro permise anche la trasformazione di alcune aree - un tempo industriali - in nuove zone di residenzialità. La costruzione dei nuovi agglomerati, contibuì non poco all'innalzamento dei valori registrati di polveri sottili nell'aria, per questa ragione la municipalità decise di ampliare la Zona a Traffico Limitato trasformandola in ZTL Ambientale.

Oggi Torino possiede un esteso sistema di parcheggi sotterranei a pagamento (molto cari e, in alcuni casi, dati in gestione a società milanesi), una linea di trasporto pubblico sotterraneo abbastanza valida (raggiunge finalmente il centro cittadino e, intanto, se ne prosegue la costruzione sino ad un altra periferia), numerose zone pedonali e un invidiabile numero di kilometri di piste protette destinate a chi adopera la bicicletta come mezzo di trasporto; il numero delle rastrelliere appare ancora insufficiente, ma il torinese si adatta.
In prospettiva, Mafiagrazia Sestero - imitando quanto già accade a a Milano - annuncia l'introduzione dell'eco-pass a partire dal prossimo ottobre giustificando l'adozione del provvedimento attraverso la necessità di migliorare la qualità dell'aria respirata dai cittadini di Torino. Punti da definire, restano il progetto di noleggio delle biciclette e della seconda linea di trasporto pubblico sotterraneo, della quale si sono perse le tracce.

Uno non vuole essere critico a priori, ma se dopo vent'anni di persecuzione nei confronti del povero automobilista e disagi per molti cittadini 'normali' i risultati sono questi, allora viene da pensare che quando qualcuno parla di trasformazioni mirate a migliorare la qualità dell'aria respirata dai cittadini di Torino stia solo raccontando delle balle. Anzi, delle eco-balle.

Postato da: matra a 22:21 | link | commenti
inceneritore, grattacielo

 

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Blog Dinner - Catania - 27 giugno 2008

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