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dicembre 28 2007

Cominciamo bene

ebbrava donna Letizia!Alla ricerca di informazioni sull'Ecopass milanese che andrà in vigore a partire dal prossimo 2 gennaio, mi sono imbattuto in questa ''perla'' (a cura della coppia Giuseppina Piano e Franco Vanni della redazione milanese de laRepubblica) che riporto integralmente. C'è qualcosa da aggiungere?

In tilt il cervellone dell´Ecopass
(la Repubblica - 28 dicembre 2007) 

È già caos nel primo giorno utile per pagare i pedaggi: impossibile con la carta di credito e con i Rid bancari. Migliaia di telefonate ai centralini, solo 600 card attivate.

Falsa partenza per l´Ecopass. La tecnologia tradisce il Comune nel primo giorno per mettersi in regola con il pedaggio antismog: chi voleva attivare, ieri, l´abbonamento per i residenti dentro alla Cerchia dei Bastioni o le card multi-ingresso il più delle volte non è riuscito a farlo. Motivo? Impossibile pagare con carta di credito, il Comune si era «dimenticato» di chiudere la procedura per i codici necessari con il sistema bancario. «Il problema è già stato risolto e domani (oggi per chi legge, ndr) tutto funzionerà perfettamente», taglia corto l´assessore alla Mobilità Edoardo Croci. Il primo giorno, però, si è fermato a soli 600 pagamenti. E ancora, resta impossibile aprire il Rid bancario a dispetto degli annunci comunali. Nel frattempo, sempre ieri, è stato definitivamente risolto il nodo delle esenzioni per i commercianti: non pagheranno solo i furgoni che trasportano alimentari altamente deperibili come pane, latte, uova, carne.
Le esenzioni si fermano qui, i mezzi salvati potrebbero essere 500. «Saranno molto pochi, solo quelli che rispondono al criterio di igiene e salute pubblica», riassume l´assessore Croci. «Ha prevalso il buon senso», dice invece Simonpaolo Buongiardino per l´Unione del commercio. L´accordo tra Comune e commercianti prevede che l´esenzione ci sia solo nella fascia oraria dalle 10 alle 16 in cui si può scaricare merce nel centro città. Altre categorie restano senza esenzioni e protestano: gli artigiani ad esempio, che «dovranno inevitabilmente recuperare i costi dell´Ecopass facendoli ricadere sui clienti», accusa Marco Accornero dell´Unione artigiani.
Cinque giorni all´entrata in vigore del pedaggio antismog, che dal 2 gennaio si dovrà iniziare a pagare per entrare in tutta la Cerchia dei Bastioni come avvisano i 156 cartelli scoperti ieri ai confini della città. Ma la vigilia è segnata da decisioni dell´ultimo minuto, punti oscuri ancora da capire. E brutta figura tecnologica-organizzativa, ieri, per quello che doveva essere il debutto del complicato sistema di pagamento, che necessita in ogni caso di «un´attivazione» del pedaggio al telefono (al centralino 800-437.437) o su Internet. In entrambi i casi, ieri, ci sono state seri problemi: 2.654 telefonate al centralino, ma meno di 600 attivazioni di pagamento. Per tutto il giorno è stato impossibile pagare con carta di credito. Solo chi aveva già acquistato in edicola un tagliando cartaceo è riuscito a mettersi in regola. Mentre ancora non si sa quanti giorni ci vorranno per far partire davvero l´apertura del Rid bancario utilizzato soprattutto dalle grandi aziende che hanno intere flotte di mezzi. E continuano ad esservi punti oscuri nel quiz-Ecopass: le auto straniere non comunitarie ad esempio, su tutte quelle svizzere, pagano o no?
È una delle domande a cui, al centralino-informazioni 02.02.02, non si sa cosa rispondere. Non va meglio per l´acquisto dei tagliandi cartacei: per tutta la giornata di ieri sono proseguite le code di chi comprava l´Ecopass agli Atm Point sotto le fermate della metropolitana. In Duomo, alle tre del pomeriggio, per acquistare i tagliandi bisognava stare in fila più di un´ora. Atm fa sapere che per ora, presso i suoi cinque sportelli, sono stati venduti 3500 fra abbonamenti e ingressi singoli in centro. Una cifra più che modesta. E nelle edicole si vende ancora meno: ovunque in città, da piazza Duca d´Aosta a viale Tunisia, da viale Brianza a corso San Gottardo, le vendite sono praticamente a zero.

Postato da: matra a 09:39 | link | commenti

dicembre 19 2007

Tempi moderni

Ho la sensazione di vivere un tempo che non sia più il mio. Mi spiego meglio. L'attuale stato nel quale opero mi permette di assumere un punto di vista molto distante dagli atteggiamenti stereotipati e di riflettere, senza attorcigliarmi in analisi troppo complesse, sulla condizione professionale che circonda molti di noi. Ecco tre esempi.

Primo episodio. Ho un appuntamento importante alle 10 di una mattina presso un certo ufficio. Ho un concetto svizzero della puntualità, dovuto ad alcuni signori (tra i principali, ricordo questo, e quest'altro) che tanto mi hanno insegnato. Arrivo alle 9 e 57 minuti alla reception, mi presento e mi faccio annunciare. Dall'altra parte del corridoio una voce stizzita apostrafa l'incolpevole receptionist dicendole ad alta voce (testuale) "Avevamo detto alle 10". E' probabile che l'incolpevole receptionist - con molta più professionalità della persona che dovevo incontrare - abbia risposto che erano, appunto, le 10, perché la persona che dovevo incontrare è miracolosamente comparsa imbastendo una scusa incredibile e domandandomi di attendere una ventina di minuti. Voglio tranquillizzarvi: non crediate che mi abbia domandato se avevo viaggiato bene e se, nell'attesa dell'incontro, gradissi un caffé o qualcos'altro. Qui non parliamo di "stile", qui vogliamo soltanto ricordare il vecchio concetto di buona educazione.
Nel momento in cui la persona che dovevo incontrare apostrofava l'incolpevole receptionist ho avuto innediatamente la consapevolezza che l'esito del nostro incontro sarebbe stato negativo, indipendentemente da qualsiasi motivazione. E così è stato. Detto tra noi: una bella fortuna.

Secondo episodio. Un professionista si trova, non per causa sua, con l'acqua alla gola e mi domanda un intervento urgente per risolvere in appena 72 ore una situazione complicata che meriterebbe un tempo almeno tre volte superiore per essere affrontata adeguatamente. Le particolari condizioni (complessivamente favorevoli) mi spingono ad accettare l'incarico e, puntualmente, consegno quanto è stato domandato, ottenendo il ringraziamento del professionista che mi ha cercato.
Alle condizioni complessivamente favorevoli sono giunto grazie a un onesto lavoro svolto negli anni passati che mi ha permesso di ottenere la fiducia degli imprenditori con i quali ho avuto modo di interagire nel corso della mia vita professionale; a questi imprenditori spiego sempre, chiaramente, rischi e vantaggi dello scenario che presento e lascio loro la libertà di accettare o rifiutare la proposta. Passano i giorni e non accade nulla, ricevo intanto il ringraziamento da parte dell'amico imprenditore che ho disturbato. Arriva una data scadenza e noto, con mio grande disappunto, che della situazione urgente risolta grazie all'intervento personale ed alla disponibilità dell'impresa convocata non è stato utilizzato nulla. Sono molto imbarazzato. Il cambiamento di programma non mi è stato comunicato in alcuna maniera. Questa non è superficialità, questo è dilettantismo.

Terzo e ultimo episodio. Pubblico, saltuariamente, degli articoli che ottengono dai lettori complimenti e critiche: nulla di strano. Personalmente, confesso che mi piace molto partecipare agli scambi di vedute, ritengo il confronto un elemento stimolante della mia professione.
Mi disturba un po', invece, quando un lettore usa stralci di un articolo - che nasce, si sviluppa e si conclude su un tema specifico - per muovere osservazioni che con il tema dell'articolo hanno, laddove la possiedono, una pertinenza minima. Ma il peggio non è questo.
Quanto a me sembra soltanto scorretto, trasportato su altri tavoli di discussione diventa poi lo spunto per muovere ulteriori osservazioni che, a quel punto, risultano essere naturalmente deviate (rispetto al tema specifico dell'articolo pubblicato). Tristemente, queste osservazioni sono spesso avanzate da partigiani disinformati la cui preoccupazione principale sembra essere quella di ottenere il consenso del lettore/critico che ha manipolato a proprio vantaggio gli stralci dell'articolo e non quella, invece, di esprimere un'opinione ragionata e altrettanto contestabile. Effettivamente, esprimere un'opinione ragionata è un'attività faticosa.
Trovo tutta questa situazione un po' deprimente.

A tutto questo, aggiungiamo la schiera di coloro che "ti chiamo io" e non ti richiamano, quelli che presentano progetti tuoi cambiando le intestazioni convinti di farla franca, quelli che "lavorano con i soldi degli altri" e si lamentano della pressione fiscale, quelli che "fanno carriera" mentre sono ancora iscritti al CEPU, quelli che mentre fanno il Presepe ti spiegano che sono laici, quelli che "però io Prodi non l'ho votato" e non arrivano più a fine mese.
Il "quelli che" è sempre aperto.

Morale: se proprio non volete fare nulla per migliorare la situazione, almeno date retta a Paolo Conte e ricordate che viviamo in un mondo adulto.
Quando sbagliamo, facciamolo da professionisti.

Postato da: matra a 22:31 | link | commenti

dicembre 10 2007

Ricordi

Era un giorno di un marzo in cui i telefonini non erano ancora diffusi come oggi, ma la notizia raggiunse gli amici in pochi minuti. Poche brevi parole, un dolore composto, la consapevolezza di avere perso definitivamente un grandissimo maestro.
Premi e appuntamenti alla memoria non restituiranno a nessuno di noi la tua figura, ma sarebbe bello credere che la faranno scoprire a chi è venuto dopo.
Ciao Michele.

Postato da: matra a 22:29 | link | commenti

dicembre 8 2007

Candele

NetManager.itLa prima volta abbiamo detto che è importante sapere guardare avanti, poi abbiamo detto che non ci piace essere retorici.
Oggi, invece, mi domando cosa saresti diventato, vecchio mio.

Buon non-compleanno, NetManager.it.

Postato da: matra a 07:50 | link | commenti

dicembre 6 2007

Silenzio

lutto alla Thyssen KruppInizi la mattina con i tuoi soliti rituali, l'aria fresca di questo dicembre ti invita ad una passeggiata fuori programma. Sembra un giorno come tanti altri. Passeggiando per vie ancora semi-deserte pensi a che cosa dedicarai la tua attenzione oggi: la costruzione dei grattacieli, degli inceneritori, gli sprechi della metropolitana dagli elevati costi di gestione, il finanziamento a opere di scarsissimo interesse... Poi ascolti in radio la notizia della disgrazia avvenuta poche ore prime alla Thyssen Krupp, mentre tu stavi dormendo, e decidi che la migliore cosa da fare almeno per oggi sarà tacere. Almeno per oggi.

Postato da: matra a 05:27 | link | commenti

dicembre 4 2007

Quasi Dumas

Via XX Settembre, 97Vent'anni fa oggi, proprio a quest'ora minuto più minuto meno, arrivavo a Roma per quella che sarebbe stata per molto tempo l'esperienza professionale più significativa della mia vita.
Ricordarlo questa sera, tornando a casa, mi ha fatto capire che sto invecchiando.
Come, lo lascio dire agli altri.

Postato da: matra a 22:39 | link | commenti

 

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