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I buoni e i cattivi
D'accordo, ci sono caduto anch'io in questa mania di fare le distinzioni. Ne parliamo dopo cena
Bentornato
Bentornato alla guida del Consiglio Comunale a Beppe Castronovo, dopo l'attacco di angina pectoris che lo aveva colpito a fine febbraio.
La regola del kilometro quadrato
Uno dei primi insegnamenti che un assessore alla viabilità dovrebbe mandare a memoria ricorda che un cantiere - o qualsiasi altro genere di ostacolo alla viabilità tradizionale - comporta un disagio i cui effetti si propagano per un kilometro quadrato partendo dall'epicentro. Evidentemente qualche assessore deve essere rimasto chiuso in bagno quando spiegavano questa semplice, semplicissima, regoletta, altrimenti non si comprenderebbe come mai ieri pomeriggio, intorno alle 19, la viabilità della zona circostante lo stadio più ribattezzato d'Italia sia stata vittima di un collasso provocato dai tafferugli che hanno fatto seguito a un incontro di cartello della squadra che a Torino gioca in serie B. Paura, danni, feriti, disagi: tutto prevedibile, a condizione che l'assessore più disgraziato di questa città dalla pianta romana, in quel bagno non ci fosse rimasto troppo a lungo. E adesso si torna seri.
Nemmeno tanto tempo fa, in un altro post, denunciavo il rischio concreto cui sono sottoposti gli abitanti del quartiere cresciuto intorno allo stadio in occasione di ogni evento, partita o concerto: facile profezia, non ne vado fiero.
Le misure non sono semplici da adottare, le decisioni ancora meno, ma alle volte è sufficiente far ricorso al buon senso (voglio credere che anche l'assessore meno competente del mondo almeno questo lo possieda...), magari, ad esempio, impedendo l'ingresso, la sosta e la circolazione delle auto appartenenti ai non residenti nel quadrilatero interessato, soluzione che servirebbe a rendere più agevole il lavoro della Polizia Municipale, di cui occorre segnalare, nella gestione dei disordini avvenuti ieri, la straordinaria professionalità; è davvero un peccato che tanta professionalità, i cui costi ricadono sulla popolazione residente a Torino, debba andare sprecata in questo modo.
Dopo aver vietato in maniera definitiva la circolazione sul corso Sebastopoli nel tratto compreso tra i corsi 4 novembre e Galileo Ferraris per costruire (abbattendo una trentina di alberi secolari per i quali i Verdi torinesi non hanno battuto ciglio, vergognatevi) una brutta ed inutile piazza antistante il PalaIsozaki (chissà quando si deciderà di ribattezzarlo intitolandolo a qualche illustre torinese), transennare il tratto di via Filadelfia compreso tra il corso Agnelli e il Piazzale San Gabriele serve soltanto a rendere ancor più critica la situazione sul confine della zona interessata celandosi dietro la presunta sicurezza dell'area immediatamente circostante lo stadio.
Facciamo il gioco dei se. Se le circoscrizioni, e quindi i loro presidenti, avessero davvero voce in capitolo sul modello di quanto accade a Parigi, se questa città potesse contare su degli assessori istruiti, se il primo cittadino (che considero capace) fosse meno permaloso e accettasse di vedere i problemi che vive la città (e quindi i cittadini), se lo sport non fosse un pretesto per dare libero sfogo alla rabbia ed alla barbaria, se fosse ancora possibile imparare la convivenza, se tutti provassimo a migliorare una situazione, allora potremmo dirci una società civile, altrimenti possiamo soltanto riempire le pagine dei giornali di spazzatura, come ha fatto oggi Giancarlo Padovan, che ha dedicato sei pagine di Tuttosport alla partita di Torino e nemmeno un trafiletto a quanto accaduto a fine partita intorno allo stadio della città dove viene costruito il suo giornale. Superfluo qualsiasi commento: non lo capirebbe.
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