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dicembre 15 2006

Camera con vista

L'ultima medaglia delle Olimpiadi, la città di Torino la riceverà domattina, in occasione dell'Assemblea dell'Associazione Cittaslow, il Premio Cittaslow 2006: chi volesse partecipare all'indimenticabile evento, si rechi alle 10.00 presso il Palazzo Civico, in piazza Palazzo di Città.

Tra i partecipanti, potete starne sicuri, io non ci sarò, perché le recenti vicende che vedono protagonista la mia dimora mi obbligano ancora oggi a questa occupazione che ormai fa parte della mia esistenza. Non pochi anni orsono, infatti, uno scellerato assessore aveva addirittura deciso di allontanarmi, ben oltre il periodo in cui ero costretto a fare il parcheggiatore abusivo, e da allora non c'è stato evento in grado di distrarmi dal mio obiettivo: rimanere fermo sul mio piedistallo. Certo, alle volte non è facile: prendete lo scorso inverno, per esempio, con il tentativo di confondermi cambiando addirittura il nome alla Piazza, che da ingresso al Castello divenne palchetto luminoso e assordante. Quanta confusione, ma non mi lamento, anzi alle volte è bello avere tanta gente festosa intorno, fatelo dire a chi ha vissuto ben altre situazioni.

Il ricordo peggiore di questi anni, invece, è legato sempre a quel tremendo assessore, poco capace e troppo intento a passare alla storia, tanto da deturpare irrimediabilmente la mia bella dimora con quattro zampilli orribili che non si capisce che funzione abbiano nel contesto complessivo: in confronto, quel romagnolo che provò a erigere una costruzione che avrebbe potuto farmi ombra appare un dilettante del crimine, nonostante quello che, mi dicono, abbia poi combinato altrove...

Certo, alle volte mi spiace restare sempre qui, fermo, ad esempio questa fine settimana avrei voluto andare al Resfest, il Festival itinerante del cinema digitale che si svolge in sequenza in più di 40 città sparse nei cinque continenti, ospitato per il secondo anno consecutivo a Torino. Di cosa vi stupite, io sono in questa città da tempo immemore e ne ho vissuto fasti e decadenza.

Tra le altre cose che non potrò fare questa fine settimana, e me ne dolgo, non potrò andare a vedere le rinnovate stanze del palazzo che ho alle spalle. Mi dicono che, dopo molti anni, le 35 sale saranno riaperte al pubblico che potrà osservare le 2.500 opere esposte in un nuovo museo che riunirà età romana, Medio Evo e Barocco.
Son davvero curioso di ascoltare i commenti di chi arriverà dalla visita alla Torre dei tesori oppure dalla un tempo Sala del Senato, oggi destinata ad esposizioni temporanee.
Ah, potessi prendere almeno un caffè nella Veranda Nord progettata da Filippo Juvarra, invece no, devo restare qui, vigile ad osservare i cambiamenti di questa gran bella città nella quale occupo anche io il mio spazio.

Postato da: matra a 16:16 | link | commenti

dicembre 13 2006

Giochi di prestigio

Neve and Gliz, Winter 2006 TorinoAbituati alle magie del signor Sindaco, capace di fare sparire nel corso di questi anni mezzo sottopasso, i compratori veri (quelli con il grano, non quelli che comprano a 600 euro/mq nel pieno centro della città) di un edificio di interesse storico, 20.000 metri quadrati di parco (sostituiti da una pavimentazione di cemento di nessuna utilità, qui potete osservare una immagine prima e dopo lo scempio ecologico, molto indicativa anche questa simulazione) e altri beni appartenenti ai cittadini (l'archivio è troppo lungo, segnalatemi i giochi di prestigio cui avete assistito), i torinesi in arrivo alla stazione di Porta Susa da qualche giorno vivono l'apprensione di una nuova sparizione e si interrogano sulla sorte toccata a Neve e Gliz, le orribili mascotte della trascorsa Olimpiade invernale che, complice un certo decadimento del gusto del bello, erano diventati dapprima familiari e quindi addirittura simpatici, sino ad essere integrati nel paesaggio urbano, come càpita (troppo) spesso in questi casi.
Voci non confermate vogliono i due partiti per qualche destinazione ignota in cerca di un po' di riposo, dopo tanto immobilismo forzato ed al loro posto si attende l'arrivo del Dahu, la mascotte dell'Universiade invernale che si terrà a Torino dal 17 al 27 gennaio 2007. La mascotte è quella a sinistra. ;-)

Postato da: matra a 11:13 | link | commenti

dicembre 12 2006

Cose molto cattive

Daniele Fabbri - in arte Daniele Luttazzi - ha una intelligenza superiore che talvolta lo porta ad eccedere. Personalmente lo seguo con attenzione e spesso mi càpita di criticarlo, non condividendone  il pensiero. Questo, nonostante possa apparire strano, non esclude che ammiri il suo lavoro, ma le persone sono troppo impegnate a cercare i simboli dell'appartenenza - concetto autenticamente tribale - per rendersi conto che il confronto è parte di una società civile.

Pur essendo a conoscenza dell'esistenza, ammetto di non essere mai andato - sino ad oggi - sul sito/blog del brillante autore romagnolo.
Mi ha molto colpito, quindi, imbattermi (appena arrivato) su questo intervento che vede protagonista il quotidiano della mia città che qualche giorno fa avevo avuto modo di valutare senza grande entusiasmo, ricevendone in cambio critiche più o meno velate ed una dichiarazione di guerra (e non posso nemmeno vantarmene, mannaggia, considerato lo scarso valore del promotore della tenzone).
In particolare, mi ha lasciato sgomento l'atteggiamento del direttore Anselmi e, soprattutto, quello dell'intervistatore, al quale è bene ricordare l'esistenza del sindacato (cui non appartengo in alcuna maniera) se non quella della dignità professionale (che mi ha portato a rifiutare imposizioni ben differenti rispetto a quella subìta dal povero Andrea Scanzi). Davanti a un simile atteggiamento (diffuso), non è difficile comprendere le ragioni che hanno portato i torinesi ad abbandonare il noto quotidiano in favore delle tre free press presenti in città (Leggo, Metro e City) oppure del sorprendente Torino Cronaca, nato dalla rifondazione di Torino Sera (dove ho lavorato per qualche tempo, insieme a Demetrio Paolin), inizialmente modesto quotidiano ed oggi piccolo concorrente dell'altro giornale (e, mi permetto di dire, palestra per le nuove leve giornalistiche).

Andiamo al centro della questione: a Torino manca un quotidiano locale, nonostante ve ne sia uno tutti i giorni in edicola. Manca la Gazzetta del Popolo, manca Stampa Sera, manca il Giornale del Piemonte: ci sarebbe la Repubblica, ma - nonostante l'ottimo lavoro della redazione - non si tratta di un giornale torinese: non ne ha, non potrebbe averne, la vocazione.

Il commento di Daniele Fabbri merita una attenta lettura, sino in fondo, resistete: soltanto così potrete decidere se accettare passivamente o rifiutare la sentenza che sarà emessa da parte del Ministero della satira.
(la bellissima immagine è tratta da "NOEMA, tecnologie e società")

Postato da: matra a 23:10 | link | commenti

 

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Blog Dinner - Catania - 27 giugno 2008

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