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visitato *loading* volte
Torino è una fotografia
Il percorso suggerito qualche settimana fa è talmente piaciuto ai miei cinque lettori che due di questi, addirittura, hanno ben pensato di riprodurlo opportunamente riveduto e corretto: ringrazio Giuseppe e Remo e mi domando perché gli altri tre non abbiano fatto altrettanto... Si obietterà che la riproduzione non è tale e soltanto l'idea di fondo è la medesima, ma diverte - chi questo mestiere conosce - un certo tempismo di alcuni colleghi che questa volta ben si guarderanno dal comportarsi analogamente.
A beneficio degli altri tre lettori, vi suggerisco un nuovo itinerario per la fine settimana che si avvicina.
Lasciando magari l'auto nel nuovissimo parcheggio di Piazza Vittorio Veneto, inaugurato la scorsa fine settimana, dopo una breve sosta allo storico caffé Elena (oggi, un po' troppo di tendenza, ha perso quel fascino straordinario che possedeva negli anni lontani della mia università) la prima tappa d'obbligo è in via Montebello al Museo Nazionale del Cinema per rendere omaggio a Luchino Visconti (L’estetica dello sguardo. L’arte di Luchino Visconti) nel centenario della nascita e nel trentennale della morte: non restano molti giorni, salvo improbabili proroghe, per visitare la mostra mostra fotografica con immagini di scena e di set nell'allestimento curato da Alberto Barbera e Raffaella Isoardi.
Uscendo dal Museo, occorre arrivare, scegliendo se passeggiando sotto i portici di via Po oppure percorrendo Corso SanMaurizio, fino a Viale Primo Maggio, dove sono in mostra alcune vecchie carrozze tramviarie (motrici storiche, mezzi di servizio e speciali, sino alle motrici più moderne) esposte in occasione del primo Trolley Festival. Ospite d'onore, la T426 del 1911, recentemente restaurata dall'ATTS - l'Associazione Torinese Tram Storici.
Da non perdere, il servizio speciale storico ad orario cadenzato e continuato, dalle ore 10 alle ore 17: aperto gratuitamente al pubblico, prevederà un percorso ad anello nel centro cittadino con capolinea ai Giardini Reali per le operazioni di salita e discesa. Programma completo sul sito dell'Associazione e del GTT.
Senza allontanarsi dal centro, nuova sosta nella sempre più brutta Piazza San Carlo, rattristata - dopo anni di cantieri per il costruendo parcheggio - dalla gabbia necessaria per il restauro di Testa di Ferro. Se superate il malessere, ciondolando tra le vetrine di PAISSA e quelle di Stratta vi imbatterete in "I Segni del Corpo", fotografica con le opere realizzate da Gianni e Tiziana Baldizzone, in cui si ritrovano migliaia di figure e volti umani, nel corso di un trentennio di viaggi attraverso il mondo. Quel mondo che è possibile osservare, in parte, attraversando le vie del quartiere San Salvario per portarsi sino al Parco del Valentino, dove alle 16.30 si inaugura il Presepio di Emanuele Luzzati: manifestazioni di contorno a questo classico del Natale torinese, in passato ospitato ai giardini Sambuy, musiche eseguite da Bandakadabra Natale in canto con corale Po e Borgo Po e Coro della scuola elementare Silvio Pellico. Per finire, caldarroste per tutti.
Scende la sera e per restare legati alla fotografia, tema conduttore di questo nostro sabato cittadino, ancora un appuntamento al Magazzino di Gilgamesh dove oltre alla ottima cucina è possibile soffermarsi ad osservare le fotografie di Hikikomori (di Federico Palermo) : un breve viaggio tra Harajuku Girls e Shibuya Girls in un melting-pot nato come gioco e ormai fenomeno di costume non esente da conseguenze anche importanti come la frattura generazionale che a Tokio porta ad essere definito "shinjinrui" - letteralmente "la nuova razza" - chi ha meno di 30 anni.
Le previsioni meteorologiche non annunciano ancora neve, quindi, uscendo, potrete tornare a visitare quelle Luci d'Artista che non eravate riusciti a vedere la volta scorsa.
Errata corrige
Al momento della sua prima apparizione in edicola, avvenuta domenica scorsa, ammetto di essere stato un po' ingeneroso, domandando come avessero fatto alla redazione de laRepubblica a sbagliare l'intestazione.
Dopo una settimana di attente letture, costellata di strafalcioni e sgomento, credo sia doveroso correggermi: il quotidiano laRepubblica è giornale in possesso di una maggiore personalità.
Un quotidiano deve, prima di tutto, sapere interpretare e quindi trasmettere l'atmosfera della città che lo ospita: la confusione che traspare dalle pagine della versione rinnovata de La Stampa è la miglior sintesi delle capacità e dei progetti che si vivono a Torino da due decenni.
Carapia tapioco
"Cos'è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità di esecuzione!"
Grazie Giorgio.
Vero o falso?
Coming soon
Rien ne va plus
Da una decina di giorni è entrato in vigore a Torino uno dei più deliranti divieti di circolazione per i veicoli non ecologici. Non si discute l'utilità (elettorale) del provvedimento, quanto piuttosto la macchinosità della sua applicazione, tra esenzioni, concessioni e sospensioni natalizie varie, già programmate, naturalmente, per evitare il malumore degli aderenti all'Ascom.
In sintesi, sono interessati dal provvedimento tutti i veicoli a benzina con omologazione precedente all'Euro 1, diesel con omologazione precedente all'Euro 2, e ciclomotori a due tempi non Euro 1 immatricolati da più di 10 anni. La circolazione è vietata dalle 9 alle 13 per il trasporto merci e dalle 13 alle 19 per il trasporto persone: sul trasporto degli animali, in Sala Rossa, devono aver avuto qualche dubbio o qualche preoccupazione, fate voi...
Uscire dalla roulette delle sanzioni, ovvero sapere come comportarsi, è sostanzialmente semplice: in Rete esistono numerosi siti in cui viene esposta la categoria di appartenenza del proprio veicolo sulla base dell'immatricolazione. Al momento, in base alla direttiva anti-inquinamento per autoveicoli e veicoli commerciali con m.c.p.c. non superiore a 3,5 tonnellate, le norme Euro sono quattro: occorre verificare sempre sulla carta di circolazione (libretto) la Direttiva riportata. Semplice no?
Vi risparmio la tabella delle direttive, potete trovare qualche informazione utile sul sito "Liberiamo l'aria" della Regione Emilia-Romagna.
Impara l'arte e...
Per gli amanti dell'arte moderna e contemporanea, visitare Torino la prossima fine settimana rappresenta un'occasione imperdibile.
Imperdibile, ad esempio, la tredicesima edizione di Artissima, manifestazione che ormai, anche grazie al successo dell'edizione dello scorso anno, ha saputo ritagliarsi uno spazio tra gli eventi internazionali di riferimento per l'arte emergente confermando la sua vocazione mirata a presentare le più recenti tendenze dell'arte, scoprire nuove gallerie (quest'anno saranno 172, oltre il dieci per cento in più rispetto al 2005) e giovani artisti, esprimere un autorevole parere sulla giovane creatività e sulle ricerche linguistiche, tra fotografia, video, installazione e performance, unendo al contempo protagonisti consolidati e artisti di fama insieme alle nuove generazioni che si affacciano sul mercato. Tra le gallerie presenti, provenienti da 19 differenti Paesi, 90 sono italiane, 13 tedesche, 12 americane e 9 (ciascuna) arrivano da Francia e Olanda; presenti anche Giappone, Irlanda, Repubblica Ceca, Israele, Norvegia, Sudafrica, tutte con una galleria ciascuno.
Per quanti non fossero ancora soddisfatti, d'obbligo la visita ai padiglioni di Torino Esposizioni per Museo, Museo, Museo 1998-2006, occasione unica (ma a differenza di Artissima c'è tempo sino a gennaio per visitarla) per conoscere oltre 250 opere di arte contemporanea acquisite dalla GAM negli ultimi otto anni a cui si aggiungono le opere provenienti da alcune donazioni oppure acquistate per il Museo dalla Fondazione CRT, dalla Fondazione De Fornaris.
Tra le grandi installazioni presenti - che finalmente trovano uno spazio confacente nei circa 10.000 mq del padiglione di corso Massimo d'Azeglio - Il fiume appare di Mario Merz, Mnemosine - Le Charme de la vie di Giulio Paolini e Blind cities di Pedro Cabrita Reis; incredibilmente, si tratta soltanto di una selezione tra le opere più importanti che si sono recentemente aggiunte al patrimonio già esistente della GAM, che oggi supera, tra dipinti, sculture, fotografie, disegni, installazioni e video, le 40.000 unità.
Forse è arrivato il momento di ripensare alla destinazione d'uso dei locali storici della GAM in Via Magenta...
Restando in città, la scelta si sdoppia: da una parte la mostra di Palazzo Bricherasio (Tra Picasso a Dubuffet, curata da Florian Rodari) che ospita, per la prima volta in Italia, la collezione della Fondazione Planque, rendendo omaggio ai maestri della prima metà del '900 attraverso oltre cento opere, tra dipinti e disegni dei più grandi artisti; all'organizzazione di Palazzo Bricherasio si deve anche il tributo a Carlo Mollino (Torino 1905 - 1973), geniale architetto autore di numerosi capolavori omaggiato, sino al 7 gennaio, presso l'Archivio di Stato.
Non può mancare all'appello una visita alla Fondazione Sandretto, dov'è in corso Alllooksame?/Tutttuguale? Arte da Cina, Corea, Giappone: curata da Francesco Bonami, la mostra ironizza sulle difficoltà degli occidentale nel distinguere sembianze, tradizioni, usi e costumi tra cinesi, giapponesi e coreani, riunendo 40 artisti di origine asiatica, con esperienze, background, usi di linguaggio eterogenei. Suggestivi la fotografia del cinese Jang Zhi posta sulla facciata della Fondazione e gli ideogrammi di neon rappresentanti i caratteri della Cina, del Giappone e della Corea, realizzati dall’architetto Ma Quing.
Doppia scelta anche portandosi fuori città: al Castello di Rivoli l'offerta passa tra Scultura per caso, con le opere di Claes Oldenburg Coosje van Bruggen e ancora Carlo Mollino con Arabeschi.
Di ritorno in città è possibile, invece, fermarsi alla stupenda Cavallerizza Reale dove occorrerà decidersi tra l'osservazione della meravigliosa struttura o l'ascolto di Genesi, tratto da "La Passione secondo G.H" di Clarice Lispector (tra l'altro, domani pomeriggio alle 18, presso il Circolo dei Lettori di Via Bogino 9, Lucilla Giagnoni leggerà alcuni brani tratte da testi di Clarice Lispector).
Dopo teatro di tendenza con cena al Magazzino di Gilgamesh, inossidabile tempio della musica torinese recentemente rinnovato che spesso ospita mostre di grande interesse che integrano la sempre ottima offerta musicale.
Fatta notte fonda, è il momento migliore per osservare le tradizionali Luci d'Artista che da diversi anni ormai illuminano il Natale dei torinesi e rappresentano sempre uno spettacolo di grande fascino.
Un biglietto in due
Supportato per una volta da una buona campagna d'informazione, è entrato in vigore oggi il nuovo piano sul traffico i cui esiti saranno noti soltanto il prossimo anno, tra sospensioni, proroghe, modifiche e quant'altro.
Certo, nonostante la buona volontà dei comunicatori dell'ufficio addetto, la faccenda rimane un po' macchinosa ed occorre disbrogliare una matassa composta da numerose variabili: si parte dal toto euro della propria marmitta finendo per indovinare quale strada (fatti salvi i perennemente presenti lavori in corso) risulta percorribile e quale invece vietata, senza dimenticare di consultare l'orologio e ricordando infine di lasciare a casa armi da fuoco, da taglio e altri oggetti contundenti. Al momento, invece, sembra sia ancora possibile ignorare previsioni astrali, fasi lunari e calcolo del coseno della curva.
A complicare invece un po' la cosa, la scelta di alcuni sindaci che non hanno aderito al programma oppure vi hanno aderito dopo aver escogitato qualche adattamento. Curiosa la scelta della TGR di definirli comuni "non della prima cintura" ed in effetti, magari recandosi a San Salvario verrebbe da credere che la periferia torinese confini con Bemako, Brazzaville, Dakar, Lagos e Ouagadougou.
Adesso, ho la certezza che qualcuno, comodamente adagiato su qualche importante poltrona locale, legge questo insignificante blog (lo testimonia la querela che una signora sbadata ha avuto l'accortezza di ritirare), quindi mi permetto di avanzare una modesta proposta.
Gli enti locali presenti in questa ordinata città, contano qualcosa come 14 o 15.000 dipendenti, che, ad essere generosi, fanno circa 12.000 auto (le cui marmitte appartengono a tutta la gamma degli euro inquinanti noti) sulla strada, cui si devono aggiungere le altre 2 o 3.000 auto di servizio. Di questi, circa l'ottanta per cento gode di un orario lavorativo di tutto rispetto.
Sarebbe tanto difficile invitarli a recarsi al lavoro usando i mezzi pubblici? Vogliamo offrire loro un incentivo? Basterebbe autorizzarli a usare un solo biglietto per coprire entrambi i tragitti, dalla propria residenza al posto di lavoro e viceversa; a richiesta, sarebbero tenuti a mostrare al personale di controllo (ed a questo soltanto, per tutelare la propria privacy) il proprio tesserino attestante l'appartenenza a un ente pubblico. Da parte sua, il GTT non patirebbe molto per l'incasso dimezzato, considerando che, in alternativa, quei soldi non li vedrebbe per niente e i mezzi circolerebbero ugualmente.
Se ad una simile proposta aderisse un quarto della popolazione del pubblico impiego locale, significherebbe comunque togliere diverse migliaia di auto dalla quotidiana circolazione.
Estendendo poi questo fantasioso programma alle imperturbabili mamme che accompagnano l'adorata prole a scuola utilizzando l'automobile per evitare ai proprivirgulti lo stress provocato da una passeggiata di qualche isolato a piedi, le macchine lasciate a riposare sarebbero qualche altro migliaio in più.
Per affrontare il problema dell'inquinamento a Torino non serve inventare complicati modelli matematici da applicare agli incolpevoli automobilisti, sarebbe sufficiente usare un biglietto. Diviso in due.
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