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agosto 20 2006

L'assedio di Torino

Immaginate, per un momento, di rivedere con piacere un vecchio amico scoprendo malauguratamente che a distanza di molti anni conserva i medesimi difetti del passato.
Il vecchio amico per essere al passo con i tempi ha naturalmente cambiato aspetto - si è fatto un lifting, per dirla come fanno i fighi oggi  - e presenta nuove generalità, anche se tutti continuano a chiamarlo con il nome più semplice, quello "comune".
Certo, quattro nomi sono troppi per chiunque, se poi il primo è un po' imbarazzante allora tutto diventa più semplice, no?

Dal Palazzo

::: anni Quaranta
- "Dài giovanotti, adesso che siamo una repubblica mica si può continuare a chiamare lo stadio con il nome di quello là, eh!"
- "Ok, allora chiamiamolo Stadio Togliatti!"
- "Stadio Togliatti? In corso Agnelli? Ma va a ca..re..."

E giù polemiche. No, meglio rimandare il battesimo e farlo conoscere come lo stadio del Comune: comunale, appunto. Fosse già stato attivo, l'irreprensibile professor Reviglio se lo sarebbe venduto in un attimo (dopo aver fatto ben bene i fatti suoi, naturalmente).

::: anni Ottanta
- "Hai saputo che anche in Italia si gioca a pallone, al fussbol?"
- "Ma dài? cos'è 'sta roba qui?"
- "Ma sì, c'è un pazzoide che dicono essere un pozzo di sapere?"
- "Ma dài? cos'è 'sta roba qui?"
- "No, scusa, ho letto male: si chiama proprio Pozzo, Vittorio Pozzo, dev'essere uno fissato con 'sta roba, sarà un piazzista"
- "Te lo dicevo io, il furboll in Italia non potrà mai prendere piede finché ci sarà la pallapugno"
- "C'hai ragione Darwin, ma di quel Pozzo là, che ne facciamo? Ha già vinto due mondiali"
- "Ma che mondiale? Pensa te: Ungheria, Uruguay, Germania... roba che se vanno a Bra o a Maranzana non capiscono nemmeno da che parte si tira la sfera...quelli! Puah!"
- "Si, ma intanto quel Pozzo là i mondiali li ha vinti..."
- "Uhh che barba... Fa' parei: intitolagli quello stadio "senza nome" che sai, così risolviamo due beghe in un tempo e possiamo andare a vedere la finale della gara delle bocce"
- "E la cerimonia? E il monumento?"
- "Ma che cerimonia e monumento: una targa è già sufficiente. Mi raccomando: falla fare da mio cugino Valentino e che la fatturi al triplo del valore, tanto pagano quei fessi dei cittadini"
- "Ma non sarà un po' poco? In fondo ha vinto due mondiali..."
- "Ma va a ca..re..."

::: intorno all'anno 2000
- "Ecco qua, guarda: abbiamo studiato tutto nei minimi particolari"
- "Dove ho messo gli occhiali?"
- "Dài Lina, lascia perdere gli occhiali, ascolta: allora qui ci facciamo giocare i bambini con il Lego, lì buttiamo giù un po' di fabbriche che tanto di operai Gianni dice che non se ne trovano più da quando Luca ha convertito tutto i Fondi dell'Unione per l'avvio alla professione di parrucchiere"
- "Hai visto i miei occhiali?"
- "No. Lina lascia perdere gli occhiali, ascolta: dunque qua ci spariamo una bella colata di calcestruzzo per far felice il genero del tipo cui dobbiamo pagare [omissis], poi là piazziamo un bel sottopasso che invece di unire i due quartieri segati a metà finirà dritto dritto nel nostro centro commerciale e poi..."
- "Chissà dove ho messo gli occhiali..."
- "Lina: mi ascolti???"
- "Massì massì, noioso che sei, tu e i tuoi plastici..."
- "Ah sì, allora sai che faccio? Butto tutto all'aria, ecco"
- "Uffa, il solito impulsivo, dài allora, dimmi: che cos'è adesso sta roba?"
- "Boh, che cosa vuoi che mi ricordo io, qui c'era, mah... tutto 'sto spazio... boh, non mi ricordo, al massimo ci faremo una festa con i tendoni"
- "Sì, sì i tendoni, che bella idea, spazziamo via quel parco tutto vecchio e ondulato e mettiamo al posto degli alberi secolari (che bruciano così bene nel mio caminetto) una serie di alberelli tutti belli ordinati come nel parcheggio del nostro centro commerciale, che bello, che bello, ci voglio anche la piscina e una scultura come quella che ho nel giardino di casa!"
-"Va bene Lina, d'accordo, la scultura costa troppo, però!"
-"No, la scultura rimane: vorrà dire che invece della piscina metteremo una vasca, tanto l'impianto lo recuperiamo dal laghetto artificiale che c'era. Per dare agli allocchi l'idea della novità, seghiamo via tutta l'alberata secolare"
-"E quella roba là davanti?"
-"Boh, sembra un catino, qualcosa ci faremo: che c'è scritto qui? Stadio Vittorio Pozzo"
-"Hai detto Stadio Vittorio Pozzo? ecco che arrivano i guai... Stadio Vittorio Pozzo e Torre di Maratona, vincolati dalla Sovrintendeza e bla bla bla..."
-"Che facciamo adesso?"
-"Telefoniamo all'innominabile e aspettiamo"

[Dopo alcuni minuti e la voce di quattro segretarie differenti]
-"Sì, grazie Maestro, grazie e perdoni umilmente il disturbo, grazie, grazie ancora, omaggi alla signora e ai ragazzi. Allora, il Maestro ha detto che la Torre la lasciamo stare ché dà troppo nell'occhio mentre per lo stadio basta fare sparire il monumento e la targa commemorativa dedicata a Vittorio Pozzo e ribattezzarlo Stadio Olimpico"
-"Minchia che uomo il Maestro!"
-"Lina! Ma che modo d'esprimerti?!? Stai bene?"
-"Massì, massì.... sono solo un po' agitata; sarà stato ieri sera il festino a casa di Rapo..."
-"Allora, sbighiamoci: occorre fare rimuovere il monumento e la targa commemorativa dedicata a Vittorio Pozzo..."
-"Sciocchino, guarda che non c'è nessun monumento dedicato a Vittorio Pozzo in tutta Torino"
-"Meglio si fa prima e poi si va a casa di Rapo che c'è ancora da tagliare l'erba. In giardino..."

Dal quartiere

- "Puttana Eva, hai letto: dalla stagione 2006/2007 tornano le partite, sai il casino: si ricomincia con le vetture in sosta sui marciapiedi e i passi carrai bloccati, adesso che il corso è anche stato chiuso al traffico davanti allo stadio sarà drammatico l'esodo a fine gara."
- "Ma il corso lo riaprono?"
- "E no, il corso lo stanno barricando..."
- "Ma il mercato almeno lo spostano?"
- "Cavolo il mercato... già il sabato il corso è paralizzato di suo, con il mercato sarà un disastro."
- "Tremendo, tremendo... poveri noi! Chiediamo un intervento alla circoscrizione per salvaguardare la nostra incolumità, che ne dici?"
- "Dài, andiamo"

[Trascorse alcune settimane sempre ricevuti dalla medesima segretaria]
-"Allora, cos'hanno risposto?"
-"Sono trasecolati. Non si può fare nulla per i residenti: abituati alla Continassa non avevano pensato che nel quartiere ci fossero degli abitanti e i soldi per l'adeguamento sono finiti con l'installazione delle barriere anti terrorismo; dicono che inviteranno i tifosi a lasciare la macchina a qualche kilometro di distanza"
-"Ma ci prendono per il c..o? Secondo te quando piove la gente lascia la macchina a kilometri di distanza quando può arrivare in auto a poche centinaia di metri dall'ingresso?"
-"Mica solo quando piove, se è per questo... Cosa vuoi che ti risponda: ad ognuno il suo decreto Pisanu..."

Postato da: matra a 20:27 | link | commenti

agosto 16 2006

Chiuso per cessata attività

Chissà se l'assessore inetto e privo di intelletto riuscirà un giorno a prendere coscienza di quale abissale vuoto ha l'ingrato compito di portare a spasso la sua acconciatura che ricorda quella del simpatico Mastro Polentina di collodiana memoria, perché è chiaro che solo una persona mentalmente disturbata può pronunciare parole insulse quali "la città deve sprovincializzarsi" per nascondere quanto, invece, appare un principio di degrado urbano, la perdita delle origini e del patrimonio culturale della città.

Continua

Postato da: matra a 22:47 | link | commenti

agosto 8 2006

Bestiario metropolitano

Se agosto è il mese migliore per appropriarsi di una città, questo agosto, nonostante una serie di scriteriati cantieri, si presenta come uno dei più significativi nella storia della città che scoperta la vocazione turistica culturale propone, sino al 30 settembre la Biennale dei leoni 2006.

Toro e leone araldi di Torino e Lione, le cui municipalità hanno delegato a sessantanove artisti il compito di offrire un'immagine estiva nuova ai centri storici, arricchiti da queste opere che verranno vendute all'asta (in teleconferenza con la città di Lione) sabato 7 ottobre presso i locali di Torino Esposizioni.

L'evento artistico è stato organizzato dall'Associazione Emma Production (di Lione) e prevede la realizzazione di una grande mostra itinerante organizzata dalla Città di Lione in collaborazione con altre città del mondo (legate ad essa o da gemellaggio o da altri tipi di relazione). Dodici gli artisti torinesi impegnati nel progetto: Maura Banfo, Riccardo Cordero, Ferdi Giardini, Carlo Gloria, Sato Kimitake, Enzo Obiso, Antonella Piro, Giorgio Ramella, Luigi Stoisa, Mario Surbone, Tomoriki Takahashi (che ho scopertto molto casualmente essere mio temporaneo vicino di casa) e Luisa Valentini.

Scoprire tutte le realizzazioni presenti può essere una buona idea per la mattina del ferragosto cittadino, magari aiutandosi con una bicicletta. Le collocazioni - e quindi il percorso - sono disponibili presso il sito del Comune di Torino.
E per chi non potrà recarsi in città in tempo, sono disponibili anche le foto di ogni singola realizzazione.

Dopo le acciughe degli anni passati, a tori e leoni il compito di animare le vie di una città da anni orfana del suo amato Zoo (con buona pace degli animalisti).

Postato da: matra a 18:51 | link | commenti

 

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Blog Dinner - Catania - 27 giugno 2008

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