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dicembre 28 2005

Editrice Giochi

Sarà stato certamente contento (ma lo sarà stato davvero) il buon Stefano, ma il premio messo in palio da parte di Informagiovani,  25 account Gmail, non mi convince molto: seguendo il medesimo principio, ad oggi, dovrei aver premiato almeno una quarantina di persone...

Il problema, tuttavia, non è spacciare per "premio" qualcosa gratuitamente concesso da parte di qualcun altro, piuttosto è l'aurea di austerity che si respira dalle parti di Piazza Palazzo di città, una situazione che fa tanto "anteprima del day after". Prendiamo, per esempio, le precisazioni comunicate da parte del sindaco ai dipendenti del Toroc riportate su La Stampa di martedì scorso: "nessuna illusione, l'ente non assorbirà nessuno dei dipendenti a tempo determitato alla fine del loro mandato, ci mancherebbe, siamo addirittura costretti a vendere parte del villaggio atleti degli ex Mercati Generali, circa 250 alloggi per far quadrare i conti del Comitato organizzatore di Torino 2006".

Nulla da obiettare sulle capacità mistificatorie del Buster Keaton del centro-sinistra cittadino, e in fondo - relativamente ai dipendenti del Toroc e nella remota in cui la regola valesse per tutti - si tratta di qualcosa,  la scadenza del contratto, che era chiara sin dal momento dell'inizio del rapporto di lavoro. Piuttosto, i quasi ex-dipendenti del fallimentare carrozzone stiano attenti: adesso che hanno capito come fare, Castellani, Chiamparino e compagnia cantando potrebbero pensare di liquidare il rapporto di lavoro con gli euro del Monopoli ©, equivocando sul fatto che la scatola appartiene alla Editrice Giochi.

Postato da: matra a 23:20 | link | commenti (1)

dicembre 27 2005

Strettamente personale

Càpita che si perda di vista un amico, nonostante si sia convinti che il legame vissuto fosse forte: alle volte la causa è una incomprensione, altre la distanza, altre ancora si tratta dei limiti propri della tecnologia, che ti isola tradendoti quando vi hai fatto troppo affidamento.
Poi càpita che un giorno, senza preavviso alcuno, un amico ti invii le foto del suo neonato per renderti partecipe della sua gioia, una amica incontrata in maniera del tutto casuale colga l'occasione per presentarti la sua piccola gioia, sul pianeta Terra da pochi mesi. All'infuori dei protagonisti, non si tratta di nulla di speciale: rappresenta un evento naturale, per il mondo, e generazionale, per quelli della nostra età. Anche tu sei diventata mamma. Di recente.

Càpita allora che i nuovi arrivati contribuiscano a riconciliare le persone, lasciando al loro passato le incomprensioni, azzerando le distanze, annullando l'arco temporale nel quale si è più o meno involontariamente caduti.
Sarà così, con loro, probabilmente. Non potrà mai essere così, con te, certamente. Sarebbe stato sufficiente pensarci prima. 
Auguri Principessa.

Postato da: matra a 15:34 | link | commenti

dicembre 24 2005

A due o a quattro corsie?

E' la sola che può permettersi una simile domanda.  Daì, dimmi cosa ti piacerebbe ricevere per Natale... La guardo, e aggiunge "di vero". Daì, almeno quest'anno... Perché - penso - cos'ha avuto quest'anno di diverso rispetto agli altri? Magari mi sono distratto, può capitare quando i neuroni sono così pochi, ma non ho ancora ricevuto notizie su pace, giustizia, progresso e simili amenità.

Auguri

Postato da: matra a 14:41 | link | commenti

dicembre 18 2005

L'ottimismo a casa di Gianni
(starring Tonino Guerra)


Sarà forse a  causa della distanza, ma il mio momentaneo soggiorno centro-italico mi permette di osservare le cose in prospettiva differente rispetto a nemmeno molto tempo fa, e così aver letto un recente articolo di Ferraris su TorinoSette mi ha lasciato più insospettito che stupito.
Adesso, capisco che il buon Ferraris lavori per un'azienda legata in maniera pressoché indissolubile con il territorio, ma parlare di ottimismo per questa città a seguito della lettura del rapporto del Censis... diamogli una chance: potrebbe essere effetto del buonismo che invade molti animi in questo periodo dell'anno.

"Torino che ritrova un ruolo proprio e originale, Torino che produce idee e innovazione, Torino motore dello sviluppo del paese che spicca per potere economico, qualità urbana, attrattività": non sono le entusiastiche parole del giornalista (un punto a suo favore per chi non lo conoscesse, ma Ferraris è professionista pacato e obiettivo nei giudizi) ma dei ricercatori dell'istituto guidato da De Rita, quello che - non ricordo nemmeno più quanti anni fa - mi riprese nel corso di un coffee break per quello che, a suo giudizio, era stato un commento offensivo; acqua passata, se vi interessa, l'anedotto si conclude con uno dei miei soliti errori di gioventù, impegnato a ricordargli che per venire a raccontare balle a Torino avrebbe potuto restare nella sua dorata dimora romana. Due a uno e partita conclusa.

Si diceva del rapporto: Torino che ritrova un ruolo proprio e originale.
Magari sarà anche vero, però lasciatemi domandare quale potrebbe essere, agli occhi del visitatore o del residente, questo ruolo dalle parti dei portici di via Nizza oppure in certi, sempre i soliti, quartieri cittadini. Attenzione, non parliamo di periferie degradate ma di eleganti quartieri residenziali a ridosso del centro stravolti da situazioni in cui, ancora, dominano illegalità e clandestinità.
La Torino olimpica non può permettersi una simile metastasi e allora, magicamente, di queste situazioni non si parla più. In  fondo, per chi ci crede, questa è città magica.
Per concludere l'analisi dell'originalità, proponete al medesimo visitatore una passeggiata nella via che rappresenta lo shopping sabaudo per eccellenza: potrà trovare, vado a memoria, show room targati Vodafone, Zara, Cartier, Montblanc, Louis Vuitton, Max Mara, Timberland, Tommy Hillfigher, Arimo, Benetton, Hermes, Caractere, Ferragamo, Celio, Douglas, Moreschi, Geox, Lacoste, Fnac, H3G-Tre, Salmoiraghi, Sportelli. Di "locale", qualche bar, mezza dozzina di negozi d'abbigliamento e altrettante gioiellerie, due o tre negozi di alimentari e dolciumi. In lingua originale, boite, botteghe.

Proseguendo nel rapporto: Torino che produce idee e innovazione.
Che grande capacità comunicative negli uffici del Censisi, sentite come suona bene: "Torino che produce idee e innovazione".
Cosa avreste provato leggendo, invece, "Torino incapace di tramutare in imprese del territorio quanto produce in idee e innovazione". Vogliamo accompagnare lo stesso visitatore nella medesima via seguendo un percorso perduto? Bene, prendete nota: Venchi Unica, Going, Toro Assicurazioni, Superga, Lancia, Olivetti, Invicta, Telecom, Galtrucco, Comitours, Tabasso, Noicom, Juvenilia, CIR - Concerie Italiane Riunite, Feletti, Gazzetta del Popolo, Vitaminic... purtroppo la memoria non mi aiuta più tanto, ma chiedo a voi di segnalarmi le realtà sparite dal territorio; da parte mia cercherò di evitare l'eutanasia del VR&MM Park.
Produce idee e innovazione, ma non sa produrre ricchezza, anzi preferisce dilapidarla, come testimonia il recente accordo del Comune di Torino con Getronics per trasportare su VoIP il sistema di telefonia dell'ente, ad un anno di distanza dalla cessione di Noicom, partecipata - che aveva sviluppato analoga tecnologia - ceduta ad un altra società e poco prima della soluzione raggiunta per Atlanet, telefonica di casa Fiat e quindi di natura torinese, ceduta ad Albacom, partecipata italiana di BT.

Autentica perla del rapporto: Torino motore dello sviluppo del paese.
Fa sorridere l'accostamento motoristico nella capitale italiana dell'auto, una capitale in declino che si è svenata per mantenere ad un livello di competitività accettabile un'azienda che, in una estrema operazione di onestà, avrebbe dovuto portare i libri in tribunale da almeno un decennio. E non ci si nasconda dietro il paravento delle "povere famiglie degli operai": operai, persone buone solo per sedersi al tavolo delle trattative approfittando della loro condizione per farne merce di scambio, ma ogni volta che alla più digraziata e malgestita azienda del territorio non sia stato concesso tutto quanto desiderato, sono sempre stati i primi ed i soli a pagare. Operai, che hanno il torto di mangiare anche due volte al giorno e che non capiscono perché si parli sempre del loro costo e mai della qualità del loro lavoro, del livello di specializzazione posseduto. Sarebbe interessante conoscere quale sviluppo può rappresentare una città in cui le principali realtà occupazionali sono oggi i tre enti di gestione...

L'amara conclusione del rapporto: ... che spicca per potere economico, qualità urbana, attrattività.
Se l'accenno al potere economico vuole essere un omaggio all'arroccamento del San Paolo guidato da quella autentica volpe di Enrico Salza, siamo d'accordo, ma solo a condizione di essere coscienti di difendere con la carta velina la forza di un uragano.
In Europa, e nel mondo, la Finanza si è trasformata e la posizione del San Paolo oggi ricorda quella della Fiat, verso la quale è pericolosamente esposto, nel mondo dell'auto: troppo pachidermici per il loro nanismo, troppo gozzi in un mondo di transatlantici. E il San Paolo cosa fa per porre un argine a questa situazione? Costruisce un grattacielo (in corso Inghilterra accanto all'altro relitto di Telecom Italia acquistato, magnanimamente, dalla Provincia...) nel quale riunire le attività. Un po' come se la Fiat, per correggere la rotta, avesse acquistato la produzione di Sassicaia da distribuire attraverso la sua rete di vendita.

La qualità urbana, rispetto a quella di altre città italiane, è ancora accettabile, ma è peggiorata rispetto a vent'anni fa e non bastano i lustrini dell'Olimpiade a nascondere la situazione. L'opera importante è rappresentata dalla copertura del Passante e dalla proliferazione di sottopassi, l'opera in ritardo (di trent'anni) la metropolitana, l'opera inutile i villaggi olimpici sulle macerie (non bonificate) della Torino industriale. Inutili perché brutti, non perché alla città non servissero quei metri quadrati.
Dalle torri oscene di Corso Mortara alla tavolozza dei colori di via Giordano Bruno-Via Pio V, dove si nasconde il carattere sobrio ed elegante che da sempre contraddistingue questa città? Se oggi il prospetto principale di Palazzo Reale ha ritrovato una sua dignità, in anni passati la piazzetta antistante era ridotta a parcheggio, il giardino retrostante versa in condizioni, ad essere generosi, disperate. Qual'è il parametro di qualità sul quale si è svolta l'analisi, gli orrendi totem della IGP Decaux?

Resto scettico e vedo solo la pericolosità della tela di cui parla Ferraris, che conclude il suo articolo dando il benvenuto ad una nuova risorsa in redazione: avete capito bene, è andato fuori tema. Come quelli del Censis che hanno parlato di Torino.

Postato da: matra a 23:44 | link | commenti (4)

dicembre 11 2005

Il compleanno che non c'è più

Esistono momenti in cui è più importante saper guardare avanti, lasciandosi alle spalle quanto è stato e facendone esperienza per il futuro, piuttosto che perdere tempo domandandosi cosa sarebbe successo "se". Questo è uno di quei momenti, ed è più importante restare vigili, cercando di trarre segnali per il futuro, piuttosto che perdere tempo cercando spiegazioni che non saranno certamente fornite da parte di chi le ha assunte.

Se, in un suo libro, Cesare Vaciago criticava l'attitudine a innamorarsi di un progetto, credo sia corretto farne un saggio insegnamento, ma nonostante tutto, non poter festeggiare (per la prima volta dal 2001) insieme ai miei lettori il compleanno di un prodotto di successo mi spiace un po'.

Buon non-compleanno NetManager.it.


P.S. Un grazie di cuore a Max per la stima, questo post lo dedico a lui

Postato da: matra a 20:31 | link | commenti (5)

 

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