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Il futuro della Fiat è tutto nelle mani di Mercedes
Completamente entrata nel ruolo del governatore dell'austerità, colei che fu anche mia buona professoressa prima di languire per un decennio nel ruolo di presidente della Provincia - aka l'asilo dei trombati - ha deciso di rimettere in sesto i conti della sanità pubblica della Regione, in tutta Italia considerata un eccellente riferimento di efficienza, e poco importa se aver dimenticato l'opportunità di noleggiare un aereo-taxi per consentire un intervento su una giovanissima paziente ha precluso alla stessa un importante occasione di guarigione, che poi, a voler essere spietati, si può anche tradurre in una riduzione della medesima spesa pubblica per la cittadina finalmente guarita.
Forse presa da un (alquanto improbabile) rimorso, colei che tanto tempo fa sedette dietro una cattedra, assolto il noioso compito della conferenza stampa di rito infarcita di banalità e priva di una sola scusa nei confronti della famiglia (contribuente e probabilmente in possesso del diritto di voto) della giovane piemontese, decise di scendere in Piazza (Castello per l'occasione, ché la signora non deve affaticarsi dopo l'estenuante campagna elettorale) e, giubilo e meraviglia, vi incontrò la versione terzomillennista del noto Oliver Twist intento a domandare ancora minestra per saziare la sua fame. La signora della generosità, per pura coincidenza governatore della parsimonia, accolse l'implorante richiesta e ordinò ai suoi lacché l'acquisto di un nuovo parco auto, naturalmente tutto made in via Nizza.
Adesso voi sareste contenti di sapere "innervosito" l'onesto contribuente che pur non abitando (in solitudine) la casa del famoso mutuo paga una tassa sulla raccolta rifiuti degna di una petroliera alimentata a carbon coke e scorie radioattive, invece vi sbagliate: l'onesto contribuente che pur non abitando (in solitudine) la casa del famoso mutuo di fronte a questo nuovo atto di generosità resta sbalordito e torna a pensare a quanto gli insegnò tanto tempo fa uno buono davvero, che era solito ripetergli "non ci sono pasti gratis". E Mercedes Bresso sta semplicemente pagando il conto. Ai non residenti della Regione Piemonte il titolo potrebbe aver generato confusione, ma io ho parlato di Mercedes, non di Daimler-Chrysler, il Gruppo cui appartiene, appunto, il noto marchio automibilistico di origine tedesca. Fine dell'equivoco.
L'annuncio dell'acquisto di una nuova partita di vetture, sarebbe interessante conoscere il parere della commissione sulla vigilanza degli acquisti effettuati da parte della Pubblica Amministrazione in merito all'operazione..., altro non è che l'ultima "perla" cui gli amministratori del territorio ci sottopongono da tempo, in questa sorta di indecoroso atto di vassallagio a quella che fu l'azienda d'Italia (quasi gli altri, gli Olivetti, i Marzotto, i Sella o i Pirelli, i Falck e gli Orlando, tutti fossero figli d'ignoti...): segue, nell'ordine, la decisione (targata Bresso) di preferire gli uffici ex-Fiat di Corso Marconi e quindi non procedere alla costruzione del grattacielo, disegnato da Massimiliano Fuksas, nel quale concentrare gli uffici della Regione Piemonte e quella (in comproprietà con il compagno di merende che siede in Piazza Palazzo di Città) di acquistare parte dell'area dove oggi sorge lo stabilimento della Fiat noto come "Mirafiori". Per farne cosa, in questo caso, non è dato saperne, trattandosi di un progetto di lungo periodo per il quale i proclami di ieri hanno la consistenza dell'aria fresca... Ma non distraiamoci e non togliamo spazio al nostro beneamato neo-governatore dal sorriso degno di un dipinto leonardesco.
Dunque, grazie a questa nuova alzata d'ingegno, i piaceri al Gruppo più decotto del panorama automobilistico europeo - ultimo tra i concorrenti continentali e al contempo l'unico al mondo il cui titolo cresce in Borsa a sessanta giorni dal convertendo bancario ed in pieno agosto, un autentico atto di fede da parte degli Istituti esposti... - sono diventati due e non si pensi di essere già arrivati alla fine. Qui, inteso proprio come questo spazio digitale chiamato Tomitò-Mitomì, non si hanno a cuore i destini delle famiglie delle poche migliaia di dipendenti superstiti (45.000 in tutta Italia, vittime della Biagi e interinali inclusi, molto meno della metà rispetto a pochi anni fa), perché il Gruppo meno orientato al mondo al mercato dell'auto (se solo tentate di contraddirmi vi metto subito in difficoltà domandandovi il risultato del parallelo tra le operazioni Volkswagen-Skoda e Fiat-Lancia...) ha sempre dimostrato di fottersene altamente delle sorti delle sue maestranze, importandoli all'ingrosso quarant'anni fa e scaricandoli meno di un decennio dopo (e ad libitum...) alla previdenza italiana; qui si intende interrogarsi su quale diabolico embolo costringe le persone elette (in senso stretto...) a mettere in difficoltà tutti i residenti di un'area, il Nord-Ovest, fino a pochi anni fa seconda solo alla Lombardia nella capacità di produrre reddito per la nazione. E, si badi, il Gruppo capace di demolire la concorrenza solo sul territorio amico, chiedere alla De Tomaso ulteriori informazioni..., era già in (abilmente celato) affanno.
Veniamo al sodo.
Chiunque abbia dimestichezza con le costruzioni, anche si trattasse solo di quelle famose dell'infanzia (aka Lego), sa bene che, a conti fatti, costruire costa molto meno che ristrutturare: immaginate pertanto quanto costerà (in termini economici) la realizzazione dei nuovi uffici della Regione e domandatevi se avete ancora voglia di versare i tributi locali... Argomento ben peggiore è, invece, l'acquisto del nuovo parco auto destinato alla Regione, in questo caso limitatevi a domandarvi se qualcuno si è posto la questione della necessità di tale spesa e, per brevità, evitate di rispondervi affermativamente.
Già, è una questione un po' complicata amministrare con saggezza i soldi dei contribuenti e, quando necessario, ridistribuirli al fine della creazione della ricchezza. I trascorsi non mancano, basterebbe andare a vedere quali furono gli effetti che produsse quel vecchio bando della 488 finito per intero nelle casse del Gruppo meno portato al mondo alla capacità di creare benessere sul territorio: consentì di accelerare la morte del comparto tessile in Regione, rimandando di meno di un lustro l'esplosione della crisi di quelli che si fecero ristrutturare casa a spese dei contibuenti per gentile concessione dell'allora sindaco.
Ma forse questi dettagli sono stati dimenticati da quella che fu una buona professoressa ed oggi è troppo impegnata a civettare a bordo della nuova Panda con il nume tutelare del buon Oliver Twist, altrimenti come intepretare la frase ("Vi annuncio che questa sarà la mia nuova auto con la quale la sera potrò raggiungere la mia casa in collina") con la quale ha concluso la sua festosa giornata iniziata con quell'impiccio dell'aereo a terra per assenza di procedure idonee al rifornimento?
Passati da poco i cento giorni dal momento della sua nomina, governatore, ascolti la voce dei suoi elettori (che rappresento ma cui non appartengo): si dia una regolata.
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