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luglio 19 2005

Sassi  recall

Davvero interessante quanto si può leggere nell'ultimo numero di cittAgorà nell'articolo firmato da C.R.

"anche da noi, scavando, qualcosa di antico si trova"  beh, per un insediamento fondato nel primo secolo dopo Cristo mi sembra una considerazione abbastanza ovvia.  "reperti archeologici possono essere ritrovati anche al di fuori del perimetro (2.800 metri in tutto) del Quadrilatero romano" infatti, la riproduzione della fattoria di epoca romana presente al Museo di Antichità è stata trovata nelle campagne novaresi, bizzarro vero per un popolo che, in fondo, dopo aver fatto visita alle Piramidi arrivò a tre quarti dell'isola d'Albione decidendo di non andare oltre...

Reperti "interessanti ma privi di valore monumentale",  e su questo siamo d'accordo, "secondo la definizione del Ministero dei Beni culturali, che il 21 giugno scorso ha messo la parola fine alle polemiche sulla presunta distruzione di importanti reperti venuti alla luce durante gli scavi per i due parcheggi interrati." mentre qui probabilmente l'autore ha omesso per decenza e pudore "altrimenti sai il casino con le due Piazze principali messe a ferro e fuoco e riprese in mondovisione". Non ho modo di sapere se al Ministero dei Beni culturali abbiano subìto pressioni, ma conosco a sufficienza i giochi dei corridoi ministeriali (che poi si fanno in qualche salotto oppure in costosi ristoranti).

"In ogni caso, tutto è stato catalogato, fotografato e studiato, d'intesa con le Soprintendenze piemontesi per i Beni architettonici e archeologici. Non solo, i reperti più  significativi sono stati trasferiti presso il Museo di Antichità di via XX Settembre" : rileggo tre volte per essere certo quindi mi domando "perché non volevate nemmeno procedere in questo senso"?

L'articolo prosegue tra resti di un'abitazione di epoca romana (a ridosso del Caval 'd Brons), una necropoli romana, con le tombe complete di resti umani, parti di un bastione difensivo cinquecentesco e ancora resti delle fortificazioni sei e settecentesche, alcune cantine tardomedievali e resti dell'antico borgo, fuori le mura, che si affacciava sul Po, un'abitazione rustica di epoca romana nei pressi di Piazza Vittorio Veneto.
Naturalmente, tutto materiale "privo di rilevanza monumentale e in condizioni tali da non poter essere in alcun modo valorizzati" i resti rinvenuti, sia di epoca romana che più recenti.

Chiuse le polemiche, quindi, e via libera al completamento delle opere, la cui realizzazione era stata decisa, dopo un serrato dibattito, dal Consiglio comunale.

A questo punto ho il sospetto fondato che a Palazzo Civico abbiano finalmente trovato il Grande Sponsor (*) per le prossime Olimpiadi Invernali, e questo da un lato - come cittadino residente - mi offre sollievo (perché secondo voi gli errori nel bilancio delle opere olimpiche chi li avrebbe pagati?), dall'altro - come cittadino e basta - mi fa un po' innervosire, perché probabilmente in Piazza Palazzo di Città sono ormai convinti di poter rifilare qualsiasi suppostone ai loro sempre meno fortunati amministrati.

Coraggio, potrebbe essere l'ultimo anno di mandato di Chiamparino, stando bene attenti però a non ripetere l'esperienza (negativa, molto, molto negativa) della giunta Castellani-bis.

(*) Stimo troppo i miei tre lettori per ricordare loro l'atteggiamento per il quale viene ricordato in natura il simpatico animale simbolo riconosciuto dello sponsor...

Postato da: matra a 18:20 | link | commenti (3)

luglio 15 2005

Piemonte in cifre

Avrei voluto postare ieri sera dopo cena, ma il Falanghina Sannio a temperatura polare che accompagnava gli involtini di pesce spada mi hanno abbattuto le difese. Anna non c'entra, non siate maliziosi... Ecco il dovuto, buona lettura.


Da qualche tempo, nonostante questo mi infastidisca molto, sono costantemente in ritardo.

Oggi, la Regione Piemonte illustra i dati dell'economia attraverso Piemonte in Cifre, l'annuario statistico.

Sono in ufficio, calcolo il tempo che devo impiegare per raggiungere il Centro Congressi Torino Incontra, dribblando lo scoglio dei saluti di rito considero che comunque posso farcela, magari approfittando dell'ora e "tagliando per il centro", la più sana abitudine dei torinesi (ancora radicatissima, nonostante mezza dozzina di cantieri - sulla cui utilità stendiamo i più pietosi veli... - e un'assessore alla viabilità delirante che ha mostrato la competenza di un tibetano nel preparare il cacciucco alla livornese). Ok, mi dice bene, in molto meno di dieci minuti raggiungo Piazza Castello (ricordando i tempi in cui si circolava attorno alla costruzione centrale...) passando da Viale Partigiani, resisto alla tentazione di svoltare a sinistra per imboccare via Po (ho un verbale che attende il confronto con il giudice di Pace e quest'anno ho già contribuito abbastanza alle entrate del Comune...) e arrivo in via Roma. Qualcosa non mi torna.
Una distesa di due ruote (rigorosamente a motore, con un assortimento di cilindrate degno del salone del motociclo di Milano) ai margini della strada rende questa Torino di luglio tanto simile alla Catania che ho lasciato a inizio settimana, ma l'automobilista tartassato che è in me (provate voi ad avere un Suv americano nel Paese dei lattonieri di Dunesca memoria...) protesta: "e che caspita, questo è un bel metodo per non pagare la sosta". Tuttavia, mentre cerco di raggiungere il parcheggio di Piazza Crimine Architettonico Valdo Fusi - domandandomi se almeno questa volta lo vedrò occupato - l'automobilista tartassato che è in me (provate voi ad avere un Suv americano nel Paese che vide le sue strade percorse dalla Arna...) pensa "è arrivato il momento di rimettere in circolazione la Vespa" !

Via Santa Teresa, Via San Francesco (ma quanto siamo devoti sulla strada...), ok, ci siamo: forze dell'ordine schierate in parata, ultima svolta a sinistra, si scende, sbarra abbassata, vocetta da 899, biglietto, si alza la sbarra e... deserto. De-ser-to!
Anche questa volta il parcheggio di Piazza Valdo Fusi è deserto. Inutile, i miei concittadini dimostrano una volta di più la loro attitudine a vivere all'aria aperta (e ti credo, li hanno tenuti segregati quattro decenni per costruire capolavori come la Multipla, che i legali della Disney - quando la videro circolare - si domandarono come avessero fatto gli ingegneri al soldo di Luca Fan... qualcosa di Monte di Pietà a prendere sul serio l'auto di Nonna Papera); se penso che tra poco avranno anche la loro prima linea di trasporto pubblico sotterranea non posso esimermi dal ridere...

Ok, adesso facciamo sul serio.

Entro, scendo le scale e incontro il buon Camoletto intrattenuto da Cesare Regenzi.  "Vai già via?" domanda Regenzi al buon Camoletto e tra me e me penso, "a Regé, e mica l'hanno chiamato l'assessore fantasma per caso..."

Arrivo mentre parla il buon Sergione Billé, uno dei tanti marziani che si è accorto della politica del Governo a tempo scaduto. La prima critica, in questo caso, va al personaggio, che tre anni e mezzo fa appoggiò il nostro amato Banana per agevolare la truffa dell'euro, salvo poi rendersi conto - caspita, che grande economista! - che esaurite le scorte di magazzino anche i suoi rappresentati sarebbero rimasti vittima del giochetto della conversione uno-a-uno. Adesso, se avesse un barlume di dignità, Sergione Billé dovrebbe fare ammenda invece di accusare il Governo di non aver proceduto al controllo dei prezzi: magari il particolare gli sfugge, ma siamo in un mercato di concorrenza, per le economia di regime il presidente della Confcommercio è arrivato in ritardo di una dozzina d'anni.
Resto impressionato dal suo discorso quando il Presidentissimo dei bottegai cita il turismo come importante volano della ripresa per il Piemonte, con tutti i relatori pronti a grandi cenni di assenso che nel loro ondeggiare le teste ricordano tanto il movimento dei somari. Ma vigliacca la miseria, dov'eravate quando all'inizio degli anni Novanta madamina Tanzi portava via in un colpo i Tour operator nati sotto la Mole? Centinaia di posti di lavoro persi per sempre, opportunità sfumate - vi siete mai domandati se esiste un parallelo tra l'ascesa di Orio al Serio e la morte di Levadigi? - nella più totale indifferenza e Sergione Billé parla di "sistema turismo" ??? D'accordo sta gran seccatura delle Olimpiadi invernali, ma qui qualcuno sta barando... Prendiamo la mia ex professoressa oggi "non chiamatemi Governatore" , ad esempio: in quegli anni non era solo in Via Sant'Ottavio, ma anche alla guida di una Giunta Provinciale, mica sulla Luna....

Applausi perplessi (ormai è la routine, io mi astengo) e tocca a Lupin Elkann, strettamente sorvegliato da Enrico Salza (e ti credo, se uno così mi dovesse tutti quei soldi ci dormirei anche insieme per timore di vederlo scappare con il malloppo...).
L'inizio è sensazionale: si presenta, almeno è educato, informa la platea che si è laureato a Torino in ingegneria (peccato non esista più Cuore, aveva una rubrica intitolata "ecchisenefrega" che avrebbe potuto accogliere la straordinaria notizia), quindi inizia a leggere sbagliando anche le pronunce più elementari. Non me ne voglia il ragazzo, che stupido non è ed andrebbe "liberato" dalla disfatta dell'azienda ereditata, ma se la rinascita della Casa del Lingotto passa attraverso le sue mani, altro che laurea in ingegneria, qui siamo ai crediti formativi...
Dal tuo discorso (ma l'hai scritto tu?). No Lapo, non sono d'accordo: le tasse, a tutti i livelli, concorrono alla creazione del sistema Paese, citare come esempio l'Irlanda tax-free significa avere imparato bene la lezioncina dei tuoi avi, ma - come loro - credere, sbagliando come loro, che tutto sia dovuto. No, non è così.
Io - ad esempio - contribuisco lavorando, tutti i mesi, dieci giorni per soggetti privati, il direttore della banca che mi ha concesso il mutuo, la signora delle pulizie che viene due volte la settimana a godersi quel che (grazie alla gentilezza del predetto direttore) pago interamente ma mi appartiene solo durante la fine settimana, il benzinaio che si interroga delle ragioni che portano un essere vivente a scambiare per automobile una petroliera di fabbricazione americana, il mio giornalaio che ha laureato una figlia (in psicologia) con i guadagni che gli ho procurato e le catene di supermercati che provvedono a riempire il frigorifero di casa, gli altri dieci per finanziare un sistema chiamato "Stato".
Se seguissi il tuo ragionamento il signor Stato potrebbe chiamarmi evasore, mentre invece si esime dal farlo perché - oltre a tassarmi in maniera indegna - sa bene che io ricordo come la magnanimità di tutti i governi abbia consentito per anni la privatizzazione dei profitti e la socializzazione delle perdite dell'azienda che oggi rappresenti. Conosci questa storia signor Elkann?

Applausi e tutto il resto come sopra.
Terzo e ultimo giro - poi sono scappato, con gli anni la mia impermeabilità alle cazzate si è pericolosamente assottigliata... - per Giano Cesare Regenzi, al tavolo dei relatori al posto di Savino Pezzotta, altrove impegnato.
Giano Cesare Regenzi parte bene, benissimo anzi, prima di perdersi nel labirinto dei luoghi comuni propri di ogni buon appartenente al sindacato.
Quando cita conflittualità e cooperazione esco velocemente, appena in tempo per trattenere un "ma che cazzo dici, voi che vedete conflittualità e cooperazione a senso unico, che avete tradito i lavoratori che avreste dovuto rappresentare sedendovi alla tavola degli industriali nella speranza di elemosinare un posto di privilegio a fine mandato restando invece vittima delle vostre stesse chiacchiere", un po' come se Moggi si vendesse i suoi stessi assistiti facendo la cresta sulle plusvalenze e tirando a fottersi.

Sono fuori, salgo le scale e una dolcissima signorina mi porge l'omaggio riservato alla stampa: un costoso zainetto blu (ma al momento del su insediamento la mia ex professoressa oggi Governatore dei sacrifici e della sobrietà non aveva detto che non sarebbero stati sprecati i soldi dei piemontesi???) contenente tutta la documentazione. Naturalmente è prodotto in Cina.

Gli industriali della provincia di Biella ringrazino, gli ex-lavoratori della Invicta si rassegnino:  questa è la migliore sintesi del Rapporto sulle imprese del Piemonte.

P.S. Il prossimo anno rimango al mare.

Postato da: matra a 19:15 | link | commenti (1)

luglio 13 2005

Piemonte in cifre - anteprima

Sì, complice un anticipato rientro dalle vacanze oggi pomeriggio ho partecipato alla presentazione dell'annuario statistico regionale. Domani commento, promesso.

Postato da: matra a 18:13 | link | commenti

 

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Blog Dinner - Catania - 27 giugno 2008

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