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Ora legale
Domani ricordate di spostare le lancette dell'orologio indietro di un'ora. Intanto potreste trascorrere il tempo leggendo un po' di documentazione disponibile in Rete.
Ho trovato interessanti, ad esempio, alcuni spunti contenuti in ReadWriteWeb. Nel primo, la ricerca condotta da Rapleaf esamina la composizione degli utenti dei servizi di posta elettronica: GMail è adottata prevalentemente da giovani e donne, mentre i maschietti prediligono Hotmail e AOL ha un'utenza più anziana. E da noi? C'è qualcuno che usa ancora gli account di IOL-Italiaonline?
Chissà se, in materia, Mauro Lupi ha qualche studio. Per adesso, sul suo sito ho trovato soltanto la segnalazione del consueto rapporto annuale di Technorati sullo stato della blogosfera dal quale si può apprendere che il 70% dei blogger scrive riguardo i brand. Un dato molto interessante, per le aziende che volessero prenderlo in considerazione, che testimonia un impiego delle piattaforme di bloggin' che va un po' oltre la visione che ne avevano i Centri Media qualche anno fa, quello di diari adolescenziali privi di interessanti evoluzioni. Altro che canzoncine e cuoricini, basta leggere quanto riporta Le Monde in questa ricerca oppure Luca De Biase in "I blog contano, eccome" per averne conferma. Peccato che questa libertà di informazione sembra dare fastidio a qualcuno e siano allo studio strumenti indiretti di restrizione: oggi si parla di questioni legate ai costi, domani potrebbe essere altro. Pensateci.
Pensateci quando qualcuno vi dirà che Internet è un ambiente poco interessante, più che altro legato ai viaggi, ai social network e alle cretinate. Se non volete perdere tempo a spiegargli i dettagli di un ambiente di lavoro vasto, complicato e in continua evoluzione, limitatevi a indicargli la lettura di "Google's New Social Search Is A Big Chess Move Against Facebook".
Fine delle incursioni, adesso si torna al lavoro: sono in programma gli articoli sullo SMAU. Seguirà link.
Incursioni di altro genere, invece, potrebbero essere realizzate domani, sabato, sempre che gravitiate intorno a Torino. L'alternativa alla lettura, anche approfittando della clemenza del meteo, appare molto più allettante: per gli appassionati di tecnologia, alla Cascina Roccafranca (Via Edoardo Rubino 45) è in programma il LinuxDay, giornata dedicata all'ambiente Open Source in chiave Linux: un appuntamento imperdibile per i tech-curiosi. Gli appassionati di musica classica, invece, dovrebbero arrivare appena un po' più lontano, a Collegno, dove la Banda Musicale è impegnata in tre serate di Gala (a ingresso gratuito) con i fiati a dominare la scena. Il programma completo è disponibile qui.
Conoscendo Cortese Signora, ho il sospetto però che mi porterà, con ragione, al Lingotto, dov'è in programma (sino al 26 ottobre) il Salone del Vino che qualche libero pensatore avrebbe battezzato Wine Show. Sarà stato ubriaco.
Buona fine settimana.
Io Guru, tu guri, egli gura...
Si va o non si va? Si va.
Dopodomani sarò al convegno di apertura di SMAU, perché nonostante rimanga dell'idea che l'IT tricolore abbia la consistenza della carta velina, ripeto da anni che per criticare costruttivamente un sistema occorre conoscerlo a fondo (e per questo prezioso insegnamento, ringrazierò sempre Luigi Capozzi).
Proseguendo sul tema della conoscenza, trovo sempre interessante leggere i contributi di Ennio Martignago che sarebbe errato considerare un collaboratore di NetManager.it, perché era NetManager.it a collaborare con lui...
Altri tempi, altri strumenti. Per dire: usavamo ICQ per sperimentare nuovi canali di trasmissione, perché Twitter allora non c'era Oggi c'è, ma è necessario spiegare come funziona. C'era, invece, Seth Godin e alcuni di noi lo studiavano con curiosità sempre crescente.
Quella medesima curiosità che destavano - e destano tutt'ora anche se, rispetto a una decina di fa, sono cambiate le condizioni - quelli che consideravamo i nostri guru: Roberto Saracco e Cesare Massarenti. Che non hanno mai perso tempo a discutere dell'uso di Internet sul posto di lavoro.
Buona settimana a tutti.
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Zapping
Io detesto stare a casa a letto quando ho l'influenza, lo considero uno spreco di tempo. Se a questo aggiungete che, per autentica pigrizia, né la parte di casa che mi appartiene né quella ancora in mano alla banca che mi ha concesso un mutuo a tasso ragionevole dispongono di connessione wireless, potrete facilmente comprendere le ragioni che mi hanno portato a trascurare la sindrome influenzale che, evidentemente irritata dalla mia indifferenza, ha deciso di trasferirsi altrove. Cosa mi è rimasto di questi giorni trascorsi a casa? La pulizia approfondita di un acquisto del quale vado molto fiero, un meraviglioso Pioneer PL 505, e alcuni spunti interessanti trovati sulla Rete che mi piacerebbe condividere con voi.
Iniziamo dalla segnalazione del Cava che riporta la ricerca ComScore, secondo la quale solo il 16% degli utenti clicca sui banner pubblicitari. Un dato che sembra essersi dimezzato in pochi mesi (a luglio 2008 i cliccatori erano il 32%) ma che rispetto a dieci anni fa è semplicemente fantastico e dimostra come stia crescendo la generazione dei nativi digitali e, conseguentemente, stiano mutando le abitudini e le tendenze dei consumatori; peccato che il mercato non si muova con la medesima velocità e, dal lato delle imprese, mi sembra che molti aspetti siano ancora fermi al livello di dieci anni fa. Se Marco Locatelli, Marco Loguercio e Maurizio Ferrari passassero da queste parti, mi piacerebbe conoscere la loro opinione.
D'altra parte, leggendo "The Twenty Five Most Valuable Blogs" (lo trovate sul sempre interessante 24/7 Wall St.) è forte la sensazione di vivere realtà differenti tra quanti praticano il web come ambiente di lavoro, guadagnandoci, e quanti lo considerano ancora soltanto un canale di intrattenimento, spendendo. Certo, in Italia, e lo ripeto da qualche tempo, abbiamo perso un po' la capacità di pensare ai progetti "in grande" (Patatrac - il progetto che ritengo ancora oggi il migliore tra quelli ai quali ho preso parte - nacque subito con grandi ambizioni e seppe coinvolgere in tempi brevissimi Regione Piemonte e Telecom, attraverso Torino2000) ma non per questo mancano buone capacità realizzative che meriterebbero differente attenzione.
Queste le mie indicazioni: BudgetUp, che permette di tenere traccia dei movimenti in maniera semplice ed efficace e MVNO News, portale di news sugli Operatori Mobili Virtuali Italiani ed Esteri che dimostra competenza nel piano editoriale e un'idea di fondo concreta capace di soddisfare un bisogno concreto.
Quel bisogno concreto che, alle volte, sembra sfuggire a chi si perde dietro decine di discussioni che spaziano dall'indubbio valore degli UGC (per alcuni sedicenti esperti del settore devono essere la moda del momento...) agli innumerevoli tentativi di spiegare la musica ai sordi, ovvero come coniugare correttamente giornalismo e protocollo Internet, come lo chiamava Franco Carlini che sorrideva quando lo sentiva definire "Nuovo Media". Per i recidivi, è fortemente raccomandata una lettura dei contenuti consultabili su Online Journalism Review; soltanto dopo potrete scomodare la citazione di SYLLABI (thank you, Serena).
Troppo complicato? Tranquilli, leggendo questo articolo di Severgnini potrete sorridere delle disavventure che possono colpire chiunque, anche il più incallito Heavy User. C'è poco da ridere, invece, quando si leggono sciocchezze come quelle scritte da Ida Bozzi sul Corriere della sera (si ringrazia Roberto Dadda per il prezioso contributo).
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